Prestagionale pellet 2019: offerte, prezzi e tendenze di mercato

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Tutti a caccia di offerte in questo prestagionale 2019 ma quali saranno le tendenze di mercato ed i migliori prezzi del pellet in questo avvio di stagione? Prima di arrivare alle conclusioni è bene partire da lontano, perché solo dalla conoscenza profonda del settore, e con esso dei maggiori players e mercati concorrenti, è possibile anticipare ciò che accadrà nei mesi a venire senza ricorrere alla palla di vetro.

L’evento annuale che apre le danze del prestagionale

Come ogni anno dispari gli operatori di settore hanno atteso la fiera di riferimento nazionale per fare le prime ipotesi e per formulare (o per valutare) le offerte del prestagionale 2019. La fiera in questione è ITALIA LEGNO ENERGIA di Arezzo, giunta quest’anno alla sua terza edizione, evento promosso dalla stessa azienda organizzatrice di Progetto Fuoco di Verona.

All’edizione di questo anno hanno partecipato espositori (principalmente produttori di pellet e caldaie a pellet) da tutto il mondo: Austria, Brasile, Croazia, Egitto, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Paesi Bassi, Svezia, Slovacchia, Germania, Spagna, Finlandia, Norvegia, Estonia, Lituania, Montenegro, Lettonia, Svizzera (vai all’elenco completo degli espositori di ILE 2019).

Presenza crescente di espositori stranieri: minaccia o opportunità?

Sempre maggiore è l’interesse dei produttori e dei distributori esteri, certificati ENplus e non, nei confronti dei grandi eventi di settore in Italia. Probabilmente molti di questi espositori hanno capito che le maglie del mercato si stanno facendo sempre più strette e che, quindi, il ruolo del distributore italiano inizia seriamente a scricchiolare.

Probabilmente, il loro intento è quello di creare un legame diretto con il rivenditore italiano di “medie dimensioni”. Un rivenditore dettagliante grande abbastanza da gestire l’attività di import, quindi i rapporti con le dogane per l’espletamento delle pratiche doganali (nel caso di Paesi Extra UE), ma anche l’aspetto finanziario e logistico che per volumi importanti rappresenta uno dei fattori limite per la maggior parte dei piccoli rivenditori.

Uno scenario, quello sopra descritto, che rappresenta una chiara opportunità di maggiore profitto per detti rivenditori che fino a ieri si approvvigionavano attraverso i maggiori distributori italiani. Per contro, uno scenario infausto per i medesimi distributori che, scavalcati, andranno via via perdendo importanti fette di mercato.

Paesi concorrenti che contribuiscono all’aumento del prezzo.

Chi si aspettava prezzi più bassi rispetto al prestagionale 2018 avrebbe eseguito una proiezione corretta se il mercato italiano fosse un sistema totalmente chiuso oppure talmente forte da non risentire delle azioni degli altri mercati. In realtà l’Italia opera all’interno di un sistema internazionale sempre più pellet-oriented e se fino a qualche anno fa il mercato italiano del pellet era quello trainante, oggi si limita a subire i prezzi.

Di seguito una chiara immagine della situazione, dati ufficiali Bioenergy EuropeEuropean Pellet Council:


Fonte: European Wood Pellet Consumption

In altre parole, l’interesse crescente di alcuni Paesi nei confronti del pellet, primi fra tutti l’Inghilterra, la Svezia e la Danimarca, sta generando un aumento del prezzo medio del pellet, anche in prestagionale.

Magazzini pieni ma i prezzi non scendono come previsto

Molti rivenditori avrebbero scommesso su un prestagionale 2019 con prezzi in caduta libera. In effetti sembrava essere la conseguenza più ovvia per una stagione caratterizzata da temperature costantemente superiori alle medie, vendite stagnanti, magazzini pieni a fine stagione, ecc.

Tuttavia, chi si è seduto ai tavoli degli espositori internazionali presenti in fiera ad Arezzo lo sa, i prezzi annunciati per il prestagionale 2019 sono ben più alti delle aspettative, con un’oscillazione fra i 160 ed i 180 €/Ton (prezzi €/Ton EXW). Per giunta, con una limitatissima predisposizione da parte dei produttori a tenere il prezzo bloccato.

Fenomeno dell’evasione “amico” del prezzo

Se si parla di prezzo al consumo non possiamo non spendere qualche parola nei confronti dell’unico fenomeno che si sta contrapponendo alla generale tendenza all’aumento del pellet sia in prestagionale che in inverno: l’evasione dell’IVA.

Da quando l’aliquota IVA al 10% è stata innalzata al 22% è nato un fenomeno che prima era quasi sconosciuto al settore del pellet, quello dell’evasione totale o parziale dell’IVA. Grazie a questo fenomeno ogni anno l’Italia perde decine di milioni di Euro di IVA non versata derivante dalla commercializzazione del pellet.

Questo argomento verrà ripreso con maggiore dedizione, per ora basti sapere che, essendo molto diffuso, è uno degli elementi più influenti nella formazione del prezzo medio al comsumo. Un sacco di pellet distribuito da un evasore può costare fino a 70 cent di Euro in meno rispetto al suo prezzo potenziale. Inutile dire che questo fenomeno devastante mina per concorrenza sleale l’integrità e la stabilità delle aziende oneste.

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