Pellet di Girasole: la migliore alternativa al legno?

image: Pellet di Girasole: la migliore alternativa al legno?

Il pellet di girasole (acronimo inglese SFHP, sunflower husk pellets) viene prodotto pellettando i gusci di semi di girasole disoleati ovvero un sottoprodotto del processo di estrazione dell’olio per uso industriale o alimentare.

Il loro valore come alimento animale è molto basso a causa del basso contenuto di proteine ​​ed è per questo che non sono in competizione con altri prodotti zootecnici. Grandi quantità di gusci di girasole sono prodotti nella Russia meridionale ed in Ucraina ma anche in altri Paesi europei come ad esempio la Bulgaria dove esistono produttori in grado di ottenere una produzione di elevatissima qualità.

Come biocarburante il pellet di girasole è stato utilizzato con successo nelle centrali elettriche del Regno Unito e anche in Polonia. Dopo che il governo polacco ha interrotto il sussidio per la combustione di prodotti agricoli e dopo che in Europa occidentale la co-combustione è stata sostituita principalmente da pellet di legno, l’importanza dei gusci di girasole è diminuita significativamente ma in quanto biocarburante l’SFHP può essere ancora oggi utilizzato nelle centrali elettriche a biomassa e anche per la co-combustione con carbone.

Con la crescita del settore del pellet per riscaldamento domestico conseguente alla produzione ed alla vendita di stufe e caldaie moderne anche il pellet di girasole ha trovato il suo posto nelle case degli italiani. Un posto che è rimasto, tuttavia, marginale.

Come brucia il pellet di girasole in caldaia
Crogiolo di una caldaia policombustibile mentre brucia pellet di girasole

Le normative europee sulla qualità del pellet ad uso domestico lo hanno praticamente escluso dalle categorie più “blasonate” contribuendo a farlo restare, a torto, un prodotto poco conosciuto quanto poco utilizzato. Gli stessi produttori di caldaie non hanno capito i vantaggi economici di lungo periodo cui li avrebbe portati un pellet come questo ed hanno preferito sponsorizzare quei pellets meno impegnativi in termini di tecnologia installata: quelli di legno, magari certificati ENplusA1 o al massimo ENplusA2.

Ora con la scarsità del pellet di legno, ed i conseguenti aumenti di prezzo, il pellet di girasole torna alla ribalta con grandi vantaggi competitivi sia nei confronti del pellet di legno che di altre biomasse come la sansa ed il nocciolino di oliva. Vediamo quali!

Pellet di legno e girasole a confronto

Il pellet di girasole è la biomassa più vicina ai pellet di legno, il che lo rende una delle migliori opzioni quale combustibile per stufe e caldaie a pellet per uso domestico. Ecco un elenco di riflessioni su similitudini e differenze fra le due tipologie:

  • il potere calorifico netto del pellet di girasole è vicino a quello del pellet di legno: parte da 17,0 GJ (corrispondenti a 4,72 KW o 4.063 Kcal) per MT e in alcuni casi può arrivare fino a 18,0 GJ (corrispondenti a 5,0 KW o 4.302 Kcal) per MT;
  • il contenuto di ceneri è al livello del 2,6-3,0% risultando un po’ più alto del contenuto di ceneri del pellet di legno per uso industriale;
  • nella maggior parte dei casi, il contenuto di zolfo può essere leggermente superiore allo 0,2%, leggermente superiore a quello accettato per i pellet di legno;
  • come il pellet di legno anche quello di girasole può avere diversi spessori. I formati più comuni sono il 6 e l’8 mm di diametro;
  • la densità (e quindi il peso specifico) risulta leggermente più bassa rispetto al pellet di legno;
  • all’aspetto risulta scuro/nero, quasi sempre meno lucido e più ricco in polvere del pellet di legno. Questa condizione, non necessariamente negativa, è dovuta ad una minore percentuale di lignina, responsabile del processo di pellettizzazione;
  • in alcune situazioni il pellet di girasole, fra l’altro come alcuni pellet di legno, produce residui duri. Un utilizzatore sapiente riesce a gestire questa tendenza ottimizzando i parametri di combustione della caldaia;
  • l’IVA è al 10%!! L’abbiamo lasciata per ultima ma questa è forse la condizione che peserà maggiormente nella riconquista del pellet di girasole nei confronti del legno. La legge di stabilità del dicembre 2014 responsabile dell’aumento dell’IVA dal 10 al 22% parla espressamente di pellet di legno. Non ne sono quindi coinvolti tutti gli altri biocombustibili.

Pellet di girasole da 6 mm
Pellet di girasole da 6 mm

Il pellet di girasole sostituisce la sansa

Molti degli odierni utilizzatori del pellet di gusci di semi di girasole sono famiglie o aziende con caldaie a biomassa policombustibile che erano soliti acquistare sansa o nocciolino di oliva. Ma quali sono le ragioni che hanno portato questi clienti da un combustibile ad un’altro?

Secondo l’esperienza raccontata da un produttore italiano di caldaie i clienti che sono passati dalla sansa o dal nocciolino al pellet di girasole hanno riscontrato i seguenti vantaggi:

  • il pellet di girasole risulta più secco, meno oleoso e quindi meno impattante sulla caldaia e sull’impianto dei fumi rispetto alla sansa che tende invece a corrodere pareti interne, griglie e coclee del bruciatore;
  • la sansa di oliva è caratterizzata da un odore molto intenso che spesso ha creato problemi con il vicinato, al contrario il pellet di girasole non produce cattivi odori né in stoccaggio né in combustione;
  • l’indice di macinabilità (interessante per usi diversi da quello domestico) o Hardgrove Grindability Index (HGI) del pellet di girasole va da 18 a 20, il che significa che sono più teneri della sansa di olive (HGI 14) e del nocciolino di oliva e del PKS (HGI 15);
  • l’elevato potere calorifico unitamente ad una bassa percentuale di umidità residua offrono prestazioni più elevate e costanti rispetto al nocciolino ed alla sansa a fronte di una maggiore facilità di gestione.
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